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GLOSSARIO

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Termine Definizione
ILLUMINAZIONE
La possibilità di avere una una visibilità ochiarezza più o meno intensa ed efficace. È il risultato dell'illuminare mediante l'utilizzo di flussi luminosi, naturali (mediati da elementi architettonici) o emessi da sorgenti artificiali, generalmente elettriche, allo scopo di ottenere determinati livelli di luce (illuminamenti) sull'oggetto da illuminare. La relativa tecnica si chiama illuminotecnica.
ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA
Illuminazione disponibile durante lo sfollamento qualora venga a mancare l'illuminazione normale (ISO 8421-6, 6.29).
ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA
Impianto di illuminazione costituito da lampade speciali, dotate di dispositivo di accensione automatica in caso di mancanza dell’energia elettrica, di batteria e raddrizzatore per la ricarica automatica. Dette lampade devono essere di potenza e numero sufficiente a guidare il pubblico fuori dagli edifici e fino ai punti di raccolta o alla pubblica via.
ILLUMINAZIONE DI SOCCORSO
Quella parte di illuminazione di emergenza prevista per assicurare che una via d'uscita possa essere identificata efficientemente e utilizzata nel caso di non funzionamento del normale sistema di illuminazione. Trattasi di particolari sistemi di illuminazione supplementari (ad esempio corsie luminose) rispetto all'illuminazione ambientale esistente.
ILLUMINAZIONE DIFFUSA o INDIRETTA
Illuminazione nella quale la luce sul piano di lavoro o su un oggetto non proviene da nessuna particolare direzione. L'illuminazione diffusa viene valutata in rapporto alle esigenze ambientali. Ad esempio: una adeguata illuminazione ambientale (nella misura di almeno 300 lux secondo la norma UNI EN 12464-1 "Illuminazione dei Luoghi di Lavoro”) è importante per garantire alle persone di vedre tutti gli elementi presenti in un ambiente di lavoro e garantire una corretta identificazione degli ostacoli in caso di esodo o emergenza. Nell'Illuminazione Indiretta il fascio di luce giunge al punto da illuminare solo dopo una riflessione, su una parete o sul soffitto per esempio. Con la luce di fondo ottenuta si ha così un'illuminazione globale soffuse e più morbida rispetto a quella di tipo diretto ed è priva di ombre. Ha un costo maggiore rispetto alla precedente ed ha bisogno, naturalmente, di pareti relativamente chiare e di ulteriori punti di luce per ottenere una buona illuminazione.
ILLUMINAZIONE DIRETTA
Illuminazione con apparecchi aventi una ripartizione delle intensità tale che il 90/100% del flusso luminoso emesso raggiunge direttamente il piano di lavoro, assumendo che questo piano non sia infinito. Per esempio nell'ergonomia d'uffico si richiede che un  piano di lavoro garantisca livelli di illuminamento compresi tra i 400 e i 700 lux in relazione alle caratteristiche della mansione svolta. L'illuminazione Diretta fornisce il miglior illuminamento per il piano di lavoro perché il fascio di luce viene proiettato direttamente su di esso senza alcuna riflessione artificiale. Comporta però un alto contrasto tra le parti scure e quelle chiare ed ha bisogno, quindi, di una luce di fondo perché l'occhio non si affatichi.
ILLUMINAZIONE DIREZIONALE
Illuminazione nella quale la luce sul piano di lavoro o su un oggetto proviene prevalentemente da una particolare direzione generalmente prodotta fa un fascio di luce direzionabile dall'utente.
ILLUMINAZIONE GENERALE
Illuminazione sostanzialmente uniforme di un'area o di un volume che non tiene conto di particolari esigenze locali.
ILLUMINAZIONE INDIRETTA o DIFFUSA

Illuminazione nella quale la luce sul piano di lavoro o su un oggetto non proviene da nessuna particolare direzione. L'illuminazione diffusa viene valutata in rapporto alle esigenze ambientali. Ad esempio: una adeguata illuminazione ambientale (nella misura di almeno 300 lux secondo la norma UNI EN 12464-1 "Illuminazione dei Luoghi di Lavoro”) è importante per garantire alle persone di vedre tutti gli elementi presenti in un ambiente di lavoro e garantire una corretta identificazione degli ostacoli in caso di esodo o emergenza. Nell'Illuminazione Indiretta il fascio di luce giunge al punto da illuminare solo dopo una riflessione, su una parete o sul soffitto per esempio. Con la luce di fondo ottenuta si ha così un'illuminazione globale soffuse e più morbida rispetto a quella di tipo diretto ed è priva di ombre. Ha un costo maggiore rispetto alla precedente ed ha bisogno, naturalmente, di pareti relativamente chiare e di ulteriori punti di luce per ottenere una buona illuminazione.

ILLUMINAZIONE LOCALIZZATA
Illuminazione progettata per illuminare un'area con un'illuminamento più elevato in certe posizioni specifiche, per esempio quello sul quale si effettua un lavoro. E' questo il caso dell'illuminazione prodotta da una lampada da tavolo o da un faro spot.
ILLUMINAZIONE SCIALITICA
L'illuminazione Scialitica produce una illuminazione molto intensa utilizzata in particolare nelle sale operatorie durante gli interventi chirurgici. Risulta praticamente priva di ombre perché utilizza vari fasci di luce puntati sul piano di lavoro da direzioni multiple.
ILLUMINAZIONE SENZA OMBRE
Questo tipo di illuminazione viene prodotta da una fascio di luce forte che riduce in maniera sensibile le ombre.
ILLUMINAZIONE SOSTITUTIVA
Parte del sistema di illuminazione di emergenza che permette di continuare l'attività normale senza sostanziali cambiamenti.
ILLUMINOTECNICA
Disciplina che istruisce i criteri di progettazione, installazione e manutenzione (ai fini del rendimento luminoso) dei corpi illuminanti.
IMGC
Istituto di Metrologia "Gustavo Colonnetti". Istituto italiano che svolge, su incarico del CNR, ricerche sulla metrologia allo scopo di realizzare campioni primari di misura nel settore meccanico e termico. In base alla legge 173 del 11/08/1991, l'IMGC viene incaricato di mantenere i campioni nazionali delle unità di misura di base del Sistema Internazionale quali:
- il metro;
- il kilogrammo;
- il kelvin;
- il radiante.
Sono inoltre disponibili anche numerosi campioni di grandezze derivate quali:
- la forza;
- la pressione;
- la densità;
- la portata;
- la durezza;
- l'umidità;
- le vibrazioni.
Da questi campioni di misura primari derivano gli strumenti di misura secondari con una vasta diffusione sul territorio nazionale.

Contenuti
Questa mia pagina è dedicata principalmente al  ico link interno GLOSSARIO di ERGONOMIA. Al suo interno vengono riportati termini, definizioni, concetti e tecniche utilizzate in ambito Ergonomico provenienti dalle tre macroaree che compongono il panorama dell’Ergonomia: l’area Biomedica, l’area Psicosociale e l’area Politecnica ed è concepito per essere continuamente implementato nei termini (in relazione ai cambiamenti tecnologici e sociali) e migliorato nei supporti alle definizioni (immagini, video, link, ecc.).
Il Glossario (la storia)
Il Glossario di ergonomia che ho curato per l’INAIL nel 2002 è stato il primo Glossario specificamente dedicato all’ergonomia in Europa e forse anche nel mondo, visto che in Sud America, Sud Est Asiatico e Paesi Scandinavi viene utilizzato ancor oggi in diverse Università.
 
Contatti
Francesco Marcolin:
Ergonomo Europeo Certificato, docente universitario, saggista, pubblicista.
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L'Ergonomo

francesco marcolin

Sono Francesco Marcolin, mi sono laureato in psicologia del lavoro e successivamente ho conseguito il master in Ergonomia presso l'Università di Udine. Dal 2002 sono Ergonomo Europeo Certificato (Eur. Erg.) presso il CREE (Centre for Registration of European Ergonomist - Dublino 2002).