DESIGN FOR ALL
| Termine | Definizione |
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| DESIGN FOR ALL | Sono disponibili diverse definizioni, sia a livello accademico sia industriale. I suoi contenuti sono simili a universal design e inclusive design, per i quali l’accessibilità (fisica e percettiva) dei luoghi e degli oggetti, risulta essere un requisito minimo da garantire. Secondo la definizione adottata dalla Commissione Europea DG Employment and Social Affairs, nella giornata europea delle persone con disabilità, il 3 dicembre 2001, per Design for All s’intende “la progettazione, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti, servizi, sistemi e ambienti per il grande pubblico, in modo che siano accessibili per la più ampia gamma possibile di utenti”. È un approccio progettuale olistico, trasversale, applicabile a sistemi di comunicazione, ambienti, servizi pubblici e prodotti di largo consumo, così che ogni ambiente/prodotto possa essere fruito dalla più ampia gamma di popolazione possibile. Tende a identificare una progettazione centrata sulla persona, e non su categorie di persone, che comprenda anche le esigenze inespresse del maggior numero di persone possibile, ma anche le loro aspettative, con un processo partecipativo che coinvolga utenti finali e decisori.
Alcune fonti ritengono che il primo momento pubblico in cui si parlò di Design for All fu la conferenza tecnica su design e accessibilità (Technical conference on Design and Accessibility “Design for All” ) tenutasi il 25Marzo 1995 alla Pedrera, Barcelona, parte dell’evento Design in Spring BCN 95.
Nel settembre 2010 l’Unione Europea ha dato mandato al CEN di aggiornare gli standards all’approccio Design for All (ANH10317-ISOTC159 Doc. N. 697. EC Mandate 473 Design for All).
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Sono disponibili diverse definizioni, sia a livello accademico sia industriale. I suoi contenuti sono simili a 