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GLOSSARIO

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Termine Definizione
PROTOTIPAZIONE
Metodologia di valutazione di un prodotto o di un sistema ancora in fase di progettazione. Tale tecnica consiste nella costruzione e nella valutazione da parte di un gruppo di utenti di un prototipo che presenta caratteristiche semplificate rispetto al prodotto finale.
PROTOTIPO
Semplificazione del prodotto finale che simula un Sistema o parte di esso e tutte o alcune delle sue funzioni. I prototipi possono essere ad alta fedeltà, come i prototipi di sistemi informatici che vengono implementati su calcolatore, oppure possono essere a bassa fedeltà se simulano il comportamento del sistema finale, ma non sono implementati (vedi mock-up). I vantaggi dell’uso dei prototipi risiedono nella loro economicità, nella velocità con cui possono essere costruiti, nel fatto che, se ci sono diverse soluzioni progettuali, attraverso l’uso del prototipo possono essere valutate tutte. Inoltre, i prototipi possono essere valutati e modificati iterativamente.
PROVA
Operazione tecnica che consiste nella determinazione di una o più caratteristiche di uno specifico prodotto, processo o altro servizio secondo procedure indicate (in un documento normativo).
PSICOLOGIA
Da innumerevoli anni l'uomo affronta il più importante dei problemi intellettuali: comprendere il modo in cui l'essere umano acquisisce la conoscenza di sé stesso, del suo comportamento e del suo ambiente. I primi approcci di risposta a tali questioni furono di natura filosofica, e solamente verso la fine del secolo scorso scienziati e filosofi si trovarono preparati a considerare la mente ed il comportamento dell'uomo come fenomeni fisici ed in quanto tali a studiarli scientificamente. Si può dire che la psicologia così come viene considerata oggi, vale a dire quell'area di studio che contempla, fra l’altro, l’analisi dei processi percettivi, mnestici, di apprendimento e di pensiero, sia nata ad opera di W. Wundt, il quale fondò a Lipsia nel 1879 il primo laboratorio di psicologia sperimentale. Dalla sua concezione strutturalista della mente umana e del suo funzionamento, il cui strumento di conoscenza è l'introspezione, si passò poi al funzionalismo americano, che poneva la propria attenzione non tanto alle componenti della coscienza quanto piuttosto alle operazioni dell'attività cosciente.
Da questi due distinti approcci, che possono essere considerate "le due anime" della psicologia si è dunque evoluta la psicologia come la intendiamo ora, vale a dire quella scienza il cui obiettivo è la comprensione del comportamento umano. Differenti settori della psicologia si interessano di diversi tipi di comportamento e li spiegano a distinti livelli; tra questi settori quelli che maggiormente influenzano l'approccio ergonomico sono:
  • la psicologia sperimentale: studia i principi generali dell'apprendimento, della percezione, della motivazione e della memoria e dei comportamenti che ne conseguono;
  • la psicologia cognitiva: studia processi complessi quali percezione, memoria, attenzione e formazione dei concetti. Le spiegazioni cognitive circa il comportamento umano sono formulate nei termini delle caratteristiche dei processi inferiti o delle strutture della mente, come la formazione delle immagini mentali, i processi dell'attenzione ed i meccanismi del linguaggio;
  • la psicologia sociale: studia gli effetti che gli individui esercitano sugli altri individui, prestando attenzione a fenomeni quali percezione, relazioni di causa ed effetto nelle relazioni umane, gli atteggiamenti e le opinioni, le relazioni interpersonali ed i comportamenti emotivi;
  • la psicologia del lavoro e delle organizzazioni: opera generalmente all'interno di industrie ponendo attenzione sia alle condotte lavorative sia ai processi cognitivi e sociali che le sottendono.
PSICOLOGIA DEL LAVORO
Area della Psicologia che si interessa dello studio delle problematiche psicologiche che concernono l'uomo in quanto esso produce, vende, usa, beni e servizi dell'ambiente sia fisico (spazi, attrezzature, macchine), sia psicologico (organizzazioni, gruppi, compagni), nel quale il lavoratore è inserito, al fine di modificare tali realtà per renderle sempre di più a misura d'uomo. La psicologia del lavoro si occupa di selezione del personale, di orientamento professionale, di formazione, di ergonomia, di psicologia dell'organizzazione (si occupa dello studio dell'Interazione tra il singolo e l'organizzazione) e di analisi delle mansioni (un insieme di metodi e di procedimenti con cui si esamina il comportamento e le sue trasformazioni nel lavoro).
PSICOLOGIA OCUPAZIONALE
Area della Psicologia, che si occupa dell’adattamento dell’uomo al lavoro, nata in seguito alla crescente complessità dei macchinari, richiedente una costante formazione tecnica degli operatori, e all’esigenza di studiare più approfonditamente i processi psicologici e le dinamiche internazionali che si creano tra gli operatori e le macchine che utilizzano.
PSICROMETRO
PsicrometroStrumento che misura il grado di umidità dell'aria. È costituito da un termometro ordinario (a bulbo asciutto), che misura la temperatura dell'aria, un termometro a bulbo umido, costituito da un termometro avvolto in una pezzuola bagnata, la cui estremità è posta in un recipiente con acqua (l'acqua risale per capillarità dal recipiente al termometro ed evapora ad una velocità che dipende dall'umidità dell'aria; l'evaporazione comporta un raffreddamento del termometro tanto maggiore quanto più secca è l'aria), che misura la temperatura di bulbo umido e da un dispositivo per garantirne la ventilazione.
PUNTO ANTROPOMETRICO
Estremo di un segmento dimensionale che consente di effettuare una misurazione antropometrica e di segnare l’esatta posizione delle parti anatomiche che si vogliono esaminare. É quindi, un punto del corpo suscettibile di misurazione. Alcuni esempi di punti antropometrici sono: cervicale (punto posto tra la parte posteriore del collo e il capo), iliospinale (punto posto sulla parte anteriore di entrambi i fianchi laterali del bacino), tibiale (articolazione del femore con la tibia o stinco).
 
Vedi anche - Antropometria e Misura antropometrica
QUALITÀ AUTOESPLICATIVA
Qualità per cui è l’oggetto stesso, attraverso le sue caratteristiche, a fornire informazioni sulle sue qualità e il suo uso. Sono presenti soprattutto negli oggetti di natura meccanica la cui conformazione è necessariamente condizionata dal funzionamento dei meccanismi (ad esempio le forbici, i cavatappi).
QUALITÀ COMUNE
Qualità di un prodotto che deve essere considerata generalizzabile a tutti i potenziali utenti. Tale qualità attiene alla sicurezza e alla salute, dalle quali non si può in alcun caso prescindere.
QUALITÀ D'USO
Qualità che indica il grado in cui un prodotto può essere utilizzato dagli utenti specificati, in modo da ottenere gli scopi in modo efficace, efficiente e soddisfacente, nel contesto specifico in cui il prodotto verrà utilizzato. Questa descrizione si focalizza sui seguenti domini: popolazione di utenti, compito svolto attraverso l’uso del prodotto, sistema tecnico su cui è implementato il prodotto, ambiente fisico e organizzativo.
QUALITÀ DELL'ARIA
Caratteristica dell'aria trattata che risponde ai requisiti di purezza. Essa non contiene contaminanti noti in concentrazioni tali da arrecare danno alla salute e causare condizioni di malessere per gli occupanti.
QUALITÀ ERGONOMICA
Risposta alle caratteristiche ergonomiche che derivano dall’uso reale degli oggetti. Le qualità ergonomiche sono quindi, attributi dell’oggetto riferiti all’interazione fra le caratteristiche ergonomiche con specifici utenti, in specifici ambienti e per specifici usi. Per definire le qualità ergonomiche è necessario assegnare scale di qualità ai parametri delle caratteristiche ergonomiche dei singoli prodotti. Per i prodotti vi saranno quindi, delle indicazioni del tipo “adatto anche per mancini”, “tascabile”, “anche per uso esterno” etc.. (Norma ISO 9241).
QUALITÀ INDOTTA
Qualità proposta come possibile o necessaria dalle informazioni e dai messaggi pubblicitari che raggiungono l’utente. Ad esempio, la diffusione della cultura ecologica ha fatto diventare una qualità richiesta il rispetto da parte del produttore della natura e dell’ambiente nella produzione, nell’uso e nello smaltimento dei beni.
QUALITÀ NON PERCEPIBILE
Qualità “nascosta” nell’oggetto la quale, per essere individuata, richiede analisi e prove di laboratorio (ad esempio la durata nel tempo di verniciature, la tossicità dei prodotti). Questo tipo di qualità deve essere dichiarato e garantito da enti, laboratori o esperti specialisti.

Contenuti
Questa mia pagina è dedicata principalmente al  ico link interno GLOSSARIO di ERGONOMIA. Al suo interno vengono riportati termini, definizioni, concetti e tecniche utilizzate in ambito Ergonomico provenienti dalle tre macroaree che compongono il panorama dell’Ergonomia: l’area Biomedica, l’area Psicosociale e l’area Politecnica ed è concepito per essere continuamente implementato nei termini (in relazione ai cambiamenti tecnologici e sociali) e migliorato nei supporti alle definizioni (immagini, video, link, ecc.).
Il Glossario (la storia)
Il Glossario di ergonomia che ho curato per l’INAIL nel 2002 è stato il primo Glossario specificamente dedicato all’ergonomia in Europa e forse anche nel mondo, visto che in Sud America, Sud Est Asiatico e Paesi Scandinavi viene utilizzato ancor oggi in diverse Università.
 
Contatti
Francesco Marcolin:
Ergonomo Europeo Certificato, docente universitario, saggista, pubblicista.
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Email: info.ergopedia@gmail.com
L'Ergonomo

francesco marcolin

Sono Francesco Marcolin, mi sono laureato in psicologia del lavoro e successivamente ho conseguito il master in Ergonomia presso l'Università di Udine. Dal 2002 sono Ergonomo Europeo Certificato (Eur. Erg.) presso il CREE (Centre for Registration of European Ergonomist - Dublino 2002).